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L’intervista a Riccardo Costantini, curatore della mostra Tina Modotti – L’opera

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Fino al 28 gennaio 2024 a Palazzo Roverella la più completa mostra mai organizzata in Italia sull’opera di Tina Modotti (1896-1942). Più di 300 opere tra immagini, filmati e documenti ricostruiscono il lavoro fotografico di una delle più importanti fotografe del XX secolo. Dalle architetture alle nature morte, dal racconto della quotidianità dei ceti popolari, dei contadini, degli operai, dei bambini e delle donne, alla mutazione delle periferie con l’arrivo della nuova modernità.

Se i suoi primi passi come fotografa risentono ancora dell’influenza del grande fotografo americano Edward Weston, di cui fu assistente e modella negli anni della rivoluzione Messicana, lo sguardo di Tina Modotti acquista presto una sua personalità sia nella scelta dei soggetti che nella loro rappresentazione.

Come spesso accade, dopo la sua morte nel 1942, la figura di Tina Modotti fu per molti anni dimenticata. Fino al 1977, data in cui il Moma di New York le dedicò un’importante retrospettiva che segnò la riscoperta della sua’opera confermandole il ruolo di grande protagonista del XX secolo.

Ne parliamo con il curatore Riccardo Costantini.

L’intervista

Riccardo Costantini, nato nel 1978, operatore culturale per Cinemazero, Le voci dell’inchiesta e Le Giornate del Cinema muto, ha insegnato “Didattica degli audiovisivi” presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste, curatore di pubblicazioni monografiche sul cinema (Fellini, Bergman, Resnais, Losey, Moretti, Kezich, Pasolini…) e di saggi in volumi collettanei, ha tenuto conferenze in Italia e all’estero su temi legati all’audiovisivo.

Curatore di mostre fotografiche in Italia e all’estero (Pasolini, Tina Modotti, Tarkovskij…) e dei relativi cataloghi, si occupa anche di cinema documentario, sia sul versante autoriale che produttivo/distributivo.

Cura progetti editoriali ed espositivi di singoli autori e collettivi.

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Come spesso accade, dopo la sua morte nel 1942, la figura di Tina Modotti fu per molti anni dimenticata. Fino al 1977, data in cui il Moma di New York le dedicò un’importante retrospettiva che segnò la riscoperta della sua’opera confermandole il ruolo di grande protagonista del XX secolo.

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Riccardo Costantini, nato nel 1978, operatore culturale per Cinemazero, Le voci dell’inchiesta e Le Giornate del Cinema muto, ha insegnato “Didattica degli audiovisivi” presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste, curatore di pubblicazioni monografiche sul cinema (Fellini, Bergman, Resnais, Losey, Moretti, Kezich, Pasolini…) e di saggi in volumi collettanei, ha tenuto conferenze in Italia e all’estero su temi legati all’audiovisivo.

Curatore di mostre fotografiche in Italia e all’estero (Pasolini, Tina Modotti, Tarkovskij…) e dei relativi cataloghi, si occupa anche di cinema documentario, sia sul versante autoriale che produttivo/distributivo.

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